Musica e Teatro

“Tombe degli avi miei”
Itinerari teatrali e musicali nel Cimitero di Sant’Anna

Il percorso tra le tombe di compositori d’opera nel Cimitero di Sant’Anna di Trieste si snoda attraverso un itinerario che celebra la memoria di artisti che hanno segnato la storia musicale e teatrale della città. Questo viaggio tra le “Tombe degli avi miei” inizia con il sepolcro della famiglia Ricci, che custodisce le spoglie di Federico Ricci, compositore napoletano d’origine ma triestino d’elezione e di sua madre Rachele. Federico e suo fratello Luigi, entrambi musicisti di talento, hanno contribuito alla vivacità musicale di Trieste nell’Ottocento, con opere come Il colonnello e Il disertore per amore.
Proseguendo, si giunge alla tomba della famiglia Sinico, che riporta il visitatore a una dimensione eminentemente autoctona. Francesco Sinico, maestro di cappella a Santa Maria Maggiore, fonda una scuola di canto, impegnandosi nella promozione del canto nelle scuole civiche cittadine. Suo figlio Giuseppe porta avanti l’attività didattica paterna e, nella sua veste di compositore, lascia un segno indelebile nella tradizione musicale triestina. La composizione destinata a consacrare la sua fama è Marinella, opera triestina a tutti gli effetti. Il coro finale, Inno a San Giusto, si impone immediatamente come il canto della Trieste risorgimentale.
La terza tappa è la tomba di Antonio Smareglia, illustre compositore nato a Dignano d’Istria, personaggio che nella sua vicenda biografica e artistica, condensa i caratteri della dimensione multiculturale di Trieste. Autore di opere come Nozze istriane e Oceana, Smareglia ha vissuto tra Vienna, Milano e Trieste, abbracciando una vocazione europea che riflette la commistione di genti e culture della città.
Il percorso continua con la tomba di Eugenio Visnoviz, giovane pianista e compositore triestino, morto prematuramente a soli 26 anni. La sua lapide, adornata da una figura femminile dormiente con una lira in mano, evoca la dolcezza e la tragedia della sua breve vita. Visnoviz, autore di diverse composizioni di musica da camera e di pagine liederistiche, rappresenta lo spirito della tradizione strumentale triestina.
Infine, il viaggio si conclude con la tomba della famiglia Lovrich, dove riposa Giorgio Strehler, uno dei più grandi registi teatrali del Novecento. Strehler, nato a Trieste, ha dato forma al teatro pubblico italiano con la fondazione del Piccolo Teatro di Milano. La sua lapide, con la frase “Portate con voi l’esempio di una moralità teatrale per un mondo migliore e più buono”, è un monito per il presente e per il futuro.
Questo itinerario tra le tombe di Sant’Anna non è solo un viaggio nella memoria, ma un omaggio alla ricchezza artistica e multiculturale di Trieste, città che ha saputo accogliere e valorizzare talenti provenienti da diverse origini, lasciando un segno indelebile nella storia del melodramma e del teatro.

Stefano Bianchi

Silvio Benco e Antonio Smareglia, CMT C. Schmidl, Archivio fotografico, Trieste
Silvio Benco e Antonio Smareglia, CMT C. Schmidl, Archivio fotografico, Trieste