Riposi Eterni.
La memoria storica e la scienza
Al campo IX si trova la tomba di Domenico Rossetti de Scander (1774-1842) che, sebbene molto impegnato nella vita pubblica, è stato un cultore delle belle arti, della letteratura, della storia e un illuminato mecenate.
Al campo VIII si trova la tomba di Carlo de Marchesetti (1850-1926), direttore del Museo civico di storia naturale di Trieste e appassionato studioso dei castellieri triestini.
Il campo VI accoglie le spoglie del neuropsichiatra Guglielmo de Pastrovich (1876-1927), direttore dell’Ospedale psichiatrico di Trieste.
Il monumento funebre di Pietro Kandler (1804–1872), che si dedica allo studio della storia dell’Istria e delle principali città del territorio, si trova addossato alla cappella vecchia della rotonda del campo V, dove riposa Attilio Hortis (1850-1926) che ricopre la carica di consigliere comunale e quella di deputato al Parlamento di Vienna. Nel 1919 è stato nominato senatore del Regno, di cui più tardi diviene vicepresidente.
I resti dei cosiddetti Carlisti, uomini e donne che seguirono la dinastia legittima di Spagna, riposano al campo III. Essi giungono a Trieste nel 1848, dopo il fallimento dell’impresa di Carlo V di assumere il titolo di re di Spagna al posto di Isabella II di Borbone.
Francesco Hermet (1811-1883), sepolto sempre nel campo III, fondò la Società de Triestini, il cui programma è antigermanico ed autonomista.
Egli è stato anche tra i fondatori della Società filarmonico-drammatica.
Al campo IV è ubicata la tomba di Josef Ressel (1793–1857) che, nel 1829, a Trieste, riesce a realizzare il suo progetto di impiegare un’elica per la propulsione delle imbarcazioni sul piroscafo Civetta.
Nel 1828 nasce a Trieste il primo orto botanico fondato dallo stimato farmacista Bartolomeo Biasoletto (1793–1858), sepolto sempre nel campo IV.
Qui riposano anche Giuseppe Caprin (1843-1904), giornalista, tipografo ed editore che appoggia l’italianità di Trieste e Carlo Ucekar (1854-1902), uomo e politico, amato e rispettato da tutti che, fin da giovane si avvicina al movimento socialista e che, per compattare la classe lavoratrice, nel 1897 raggruppa le società di mutuo soccorso nella Confederazione Operaia.
Il campo XIV ospita la tomba dell’Aquila di Trieste, Goffredo de Banfield (1890-1986), il pilota più vittorioso della marina austriaca nel corso della Prima guerra mondiale, insignito dell’Ordine militare di Maria Teresa. Nello stesso campo è eretta la tomba del sindaco Gianni Bartoli (1900–1973) soprannominato "Gianni lagrima" per la facilità con cui si commuoveva. Eletto nelle liste della Democrazia Cristiana, affronta la sorte di una città sospesa tra Italia e Jugoslavia.
Al campo XV invece sorge la tomba dei fotografi Wulz, di cui le ultime eredi sono state le sorelle Wanda (1903-1984) e Marion (1905–1993). Il percorso si conclude nel campo XXXIII dove riposano le spoglie della scienziata Margherita Hack (1922-2013) che è stata professore ordinario all’Universita di Trieste e direttrice dell’Osservatorio astronomico triestino.
Gabriella Norio





