Simboli e allegorie funerarie
Dizionario illustrato
Testi di Claudia Crosera
Disegni di Patrizia Loccardi
Il glossario dei simboli presenti nell’arte funeraria è uno strumento pensato per orientarsi in questo particolare settore dell’iconografia così da rendere più agevole la lettura del linguaggio figurativo della scultura monumentale cimiteriale.
Questo dizionario iconografico accompagnerà il lettore alla scoperta di un lessico molto diffuso in tutti i cimiteri cristiani attraverso simboli e significati di ispirazione classica e religiosa, peculiari del patrimonio iconologico dell’arte funeraria occidentale.
Il mondo dei cimiteri è, infatti, ricchissimo di immagini simboliche che i cristiani hanno in gran parte desunto dalla tradizione artistica dell’antichità greco-romana, riletta alla luce delle sacre scritture, che celano, tra le righe, significati reconditi e messaggi allegorici.
Tra le pietre di monumenti spesso polverosi e consunti dal tempo, oltre a scene sacre tratte dall’Antico e dal Nuovo Testamento, riaffiorano raffigurazioni di oggetti simbolici, animali, alberi, piante e fiori che raccontano di come la tradizione funeraria del culto dei morti facesse ricorso a figure ed emblemi di antica memoria. Questo piccolo dizionario illustrato nasce proprio dalla necessità di comprendere il significato dei simboli e offrire la loro corretta interpretazione nel contesto cimiteriale, anche con l’ausilio di disegni - copia dal vero dei più ricorrenti elementi decorativi raffigurati nei monumenti funerari presenti nel Cimitero cattolico di Sant’Anna.
Bibliografia
H. Biedemann, Enciclopedia dei simboli, Milano 1991
J. Hall, Dizionario dei soggetti e dei simboli nell'arte, Milano 1993
L. Debeni Soravito, Il giardino della memoria. Significato dell’elemento vegetale nel culto dei morti e nelle opere funerarie del Goriziano, Italia Nostra sezione di Gorizia, Gorizia 2003
Α (alfa) e Ω (omega)
Prima e ultima lettera dell’alfabeto greco, che, nel contesto funerario, simboleggiano Dio come inizio e fine di tutte le cose.
ALBERO
Nell’iconografia cristiana l’albero, spoglio in inverno e ricco di foglie in primavera ed estate, è il simbolo del ciclo della vita, della morte e della successiva resurrezione.
L’albero sempreverde, prediletto nei cimiteri, è l’emblema dell’immortalità.
ÀNCORA
Antico simbolo cristiano della speranza; l’ancora, infatti, che promette stabilità e sicurezza alla nave, diventa simbolo della fede e della speranza, anche per la sua forma che ricorda quella della croce.
ANGELO
La parola angelo deriva dal greco ἄγγελος che significa messaggero.
Nelle antiche religioni orientali e nella cultura greco-romana i messaggeri degli dei sono la manifestazione della volontà divina, e questa funzione, sopravvive anche nella tradizione cristiana.
Gli angeli infatti sono stati creati da Dio come esseri puramente spirituali, suoi ministri e custodi presso gli uomini. L’angelo, guardiano dell’anima umana, protegge i giusti o punisce chi compie il male.
Il primo angelo compare nell’arte paleocristiana come un giovane aptero, cioè privo di ali, vestito con una semplice tunica; solo a partire dalla fine del IV secolo appare l’angelo alato.
CADUCÈO
In origine si trattava di una verga dalle proprietà magiche, che Apollo aveva dato al dio Mercurio, messaggero degli dei, per passare ovunque indisturbato e con la quale il dio aveva separato due serpenti in lotta, poi raffigurati attorcigliati al bastone.
Il caduceo diviene dunque quello strumento che serve a tenere diviso ciò che è giusto da ciò che è ingiusto, simbolo della vittoria dell’ordine e della ragione sul caos.
CANDELABRO A SETTE BRACCI (MENORAH)
Il candelabro a sette braci, la Menorah della religione ebraica, in origine serviva a sostenere le lampade a olio, poi sostituite da candele di cera.
La Menorah, con le sue decorazioni, era il simbolo dei sette giorni della creazione e dei sette pianeti.
A partire dall’arte medievale, diventa simbolo dell’ebraismo e viene spesso utilizzata in modo ornamentale sia nelle decorazioni delle sinagoghe che in ambito funerario.
CANE
Il cane è l’animale per eccellenza simbolo di fedeltà e vigilanza che talvolta viene raffigurato in prossimità dei sepolcri come guardiano dell’oltretomba.
CHRISMON
È il monogramma composto dalle prime due lettere del nome di Cristo (Χρῆστος, Christos in greco) e cioè dalle lettere greche Χ (Chi) e P (Rho), solitamente intrecciate, spesso inserite all’interno di un cerchio, di una corona di alloro simbolo di vittoria o di un serpente che si morde la coda (uroboro), simbolo della ciclicità del tempo che, essendo eterno, non ha una fine.
Il monogramma cristologico, usato come simbolo di fede fin dai primi cristiani, indica Cristo come inizio e fine di tutte le cose ed è in tal senso spesso associato alle lettere A e Ω.
Il simbolo esisteva anche prima del cristianesimo e rappresentava l’abbreviazione dell’aggettivo greco χρηστός che significa buono, propizio, e per questo era usato come simbolo di buon auspicio.
CICOGNA
Uccello migratore simbolo di longevità e di buon augurio, si pensa che la cicogna, come l’ibis e l’airone, uccidano i serpenti, per cui nella simbologia cristiana diventano animali che sconfiggono il male e il peccato.
CIMITERO
Il termine cimitero deriva dal verbo greco κοιμάω (che significa dormire) e simboleggia il luogo in cui vengono sepolti i morti, cioè coloro che dormono in attesa della resurrezione.
Con il Cristianesimo si supera così il concetto antico e pagano delle necropoli intese come “città dei morti” per arrivare a quel concetto di sonno transitorio del cimitero come luogo in cui i defunti riposano in attesa del giorno del Giudizio Universale.
CIVETTA
Simbolo della dea Atena è un animale notturno legato alla luna: indica saggezza e vigilanza, nonché personificazione della notte e del sonno.
CLESSIDRA
L’orologio a sabbia o ad acqua usato nell’antichità è il simbolo dell’ineluttabile trascorrere del tempo e della transitorietà della vita umana. In ambito funerario la clessidra è spesso alata, e le ali rappresentano, in modo ancora più eloquente, la velocità con cui sembra fuggire il tempo come ricordato dal motto "tempus fugit".
COLOMBA
La colomba che esce dall’arca di Noè con il ramoscello di ulivo è il simbolo della pace per eccellenza.
Nel contesto funerario la colomba diventa il simbolo dell’anima del defunto o della pace eterna ed è l’"uccello dell’anima", che vola verso il Paradiso.
COLONNA SPEZZATA
Anticamente la colonna era un simbolo religioso, e rappresentava la forza e la fermezza dello spirito.
Nella simbologia cimiteriale, la colonna viene spesso raffigurata spezzata e rappresenta la fine della vita interrotta bruscamente o prematuramente dalla morte.
COMPASSO
Il compasso, tradizionalmente simbolo della geometria e dell’ordine cosmico, può indicare il mestiere del personaggio sepolto e solitamente è associato alle figure di architetto o di navigatore.
Talvolta può comparire come simbolo massonico, assieme al libro sacro e alla squadra: il compasso permette di disegnare il cerchio cosmico, mentre la squadra il quadrato.
CONCHIGLIA
Simbolo ambivalente che sin dall’antichità si lega alla nascita per divenire, in ambito funerario, allusione alla tomba che accoglie l’uomo prima della resurrezione.
Essa, dunque, rimanda alla salvezza e alla nuova vita dopo il viaggio di rigenerazione e di pentimento, e fa chiaramente riferimento ai temi della morte e della resurrezione.
CREMAZIONE
Rito funerario di antiche origini che consisteva nell’incinerazione della salma del defunto, le cui ceneri venivano conservate nell’urna funeraria.
Questo rituale, molto diffuso nell’antichità, viene abbandonato per influenza del cristianesimo, che prevedeva la sepoltura dei defunti, in attesa della resurrezione dei corpi nel giorno del Giudizio Universale.
CRISTO PANTOCRATORE
Pantocratore letteralmente significa "signore di tutte le cose".
Nel mondo cristiano rappresenta il Cristo onnipotente, raffigurato a mezzo busto, con la mano destra benedicente e nella sinistra il Vangelo.
CROCE
La croce, simbolo del sacrificio di Cristo e più generalmente della religione cristiana, è composta da due bracci (montante e traversa) che si incrociano formando un angolo retto; in base alle differenti combinazioni, si distinguono in:
CROCE LATINA
Ha i bracci perpendicolari e il montante è più lungo della traversa; è la più comune perché secondo Sant’Agostino è quella usata per crocifiggere Cristo.
CROCE GRECA
È detta anche croce quadrata perché ha i bracci delle stesse dimensioni che si incrociano perpendicolarmente, può presentare varianti nelle terminazioni dei bracci (arricciati, ancorati…).
CROCE PATRIARCALE
Croce a due traverse, di cui la superiore è più corta.
CROCE TRIFOGLIATA
Croce i cui bracci si concludono con un elemento trilobato che sembra un trifoglio.
È detta anche croce di San Maurizio.
CROCE ORTODOSSA (O CROCE RUSSA)
Croce a tre traverse di cui le due superiori sono perpendicolari al montante, mentre quella inferiore è obliqua.
CROCE DI MALTA (O DI SAN GIOVANI)
Croce con i bracci a punta di freccia rivolta verso il centro; è chiamata così perché è l'insegna dei Cavalieri dell'Ordine di Malta.
CROCE PATENTE
Croce greca i cui bracci presentano terminazione triangolare.
FALCE
Attributo proprio di Saturno e del tempo, la falce, impugnata da uno scheletro, è il simbolo per eccellenza della morte, allude alla mietitura e quindi si riferisce alla fine della vita che, come un colpo di falce in un campo di grano, può colpire indistintamente tutti gli esseri viventi.
FARFALLA
La farfalla che esce dal bozzolo è il simbolo dell’anima (in greco ψυχή - psychè - significa farfalla) che abbandona il corpo al momento della morte.
Nel mondo cristiano è il simbolo dell’anima umana risorta.
Le tre fasi del suo sviluppo - larva, crisalide, farfalla - sono usate per rappresentare i tre momenti della vita dell’uomo: la vita, la morte e la resurrezione.
FENICE
Secondo la tradizione antica la fenice sarebbe il mitico e bellissimo uccello, in grado di vivere fino a cinquecento anni.
Questo animale, quando sentiva l’avvicinarsi della fine, si narra si stendesse sopra un rogo e dalle sue ceneri si rigenerasse una nuova fenice.
Nel mondo cristiano questo leggendario animale diventa pertanto il simbolo della resurrezione.
FIACCOLA o TORCIA
La torcia accesa fa riferimento alla tradizione antica di seppellire i defunti durante la notte alla luce delle fiaccole: la fiaccola accesa è il simbolo della vita che arde.
FIACCOLA ROVESCIATA
Nella scultura funeraria, già nei tempi antichi, simboleggiava la morte in quanto rappresentava il fuoco della vita che si spegneva quando la fiaccola veniva rovesciata.
FIAMMA
La fiamma del fuoco è simbolo di espiazione, chiarificazione e di purificazione e ricorda il fuoco dello Spirito Santo.
FIORI
Sono il simbolo della bellezza effimera e al contempo della caducità. In ambito funerario, il fiore che sboccia e appassisce fa riferimento al ciclo della vita, dalla nascita alla morte, ed evoca l’immagine del fiorente giardino paradisiaco.
GIGLIO
Nell’antichità il giglio era considerato il simbolo della luce.
In età cristiana diventa l’emblema della purezza, della verginità ed è per questo associato alla Vergine nella scena dell’Annunciazione.
IRIS
Come simbolo cimiteriale l’iris è il fiore che rappresenta la speranza e la saggezza, emblema di resurrezione.
Il suo nome in greco significa arcobaleno e rappresenta l’unione tra gli uomini e Dio.
PAPAVERO
Fiore effimero dalle proprietà soporifere che simboleggia la forza del sonno e dell’oblio che catturano gli uomini dopo la morte. Nell’antichità era l’attributo di Hypnos, dio greco del sonno.
Nel mondo funerario viene raffigurato sia il fiore sbocciato, sia nella fase vegetativa di capsula, generalmente a gruppi di tre.
ROSA
È il simbolo dell’amore che sopravvive alla morte e della rinascita.
La sua bellezza perfetta ma effimera ricorda quindi la morte e le sue spine richiamano alla memoria le sofferenze e i dolori della vita.
FIUME
Con lo scorrere dell’acqua il fiume è il simbolo della fertilità, del rinnovamento e della purificazione: la sua corrente è legata alla vita e alla morte.
GENIO FUNEBRE
Figura maschile alata ripresa dall’antichità a partire dalla fine del Settecento; talvolta sostituisce l’angelo nel compianto del defunto.
Secondo la mitologia romana il genio era lo spirito che accompagnava la vita di ogni uomo ed era la voce della sua coscienza.
GLOBO CROCIATO
Il globo sormontato dalla croce, solitamente retto dal Cristo, rappresenta il potere su tutto il mondo di chi lo sostiene.
INUMAZIONE
Pratica di seppellire un defunto nella terra.
Il termine deriva dal latino "in-humus" che letteralmente significa "nella terra".
LUCERNA
Simbolo di luce, la lucerna rappresenta, con il suo fuoco, lo strumento che illumina la via dell’uomo nelle tenebre e ricorda la luce di Cristo che accompagna il defunto verso il Paradiso.
MORTE
È l’evento che segna la fine di tutto ciò che esiste; per i cristiani è il momento del passaggio che conduce all’aldilà.
Convenzionalmente rappresentata come uno scheletro ammantato con falce e clessidra, entrambi attributi del Tempo; nella scultura funeraria spesso è rappresentata come un teschio, talvolta alato.
NAVE
Simbolo del viaggio della vita, nel mondo cristiano allude alla chiesa che offre ai fedeli la possibilità di andare verso il porto della salvezza.
Anticamente era associata a Caronte, nocchiero che traghettava le anime dei defunti verso l’aldilà.
NODO DI SALOMONE
Simbolo decorativo che si trova sia nelle Sinagoghe che nelle chiese paleocristiane. Essendo formata da due anelli intrecciati rappresenta l’unione profonda tra divino e umano ed è simbolo di alleanza, in particolare tra la terra e il cielo.
Il nodo è inoltre emblema dell’enigma, apparentemente insolubile, che solo il saggio re Salomone era in grado di decifrare.
OBELISCO
Colonna in pietra squadrata, che sin dall’antico Egitto aveva un importante significato simbolico associato al sole, alla fertilità e alla morte: nel primo obelisco sacro si narra siano caduti i primi raggi del sole al tempo della creazione del mondo.
OCCHIO
Antico simbolo di Dio Padre prima che assumesse la forma umana.
Dal Cinquecento compare inscritto in un triangolo con riferimento alla Trinità.
Nel mondo cristiano l’occhio divino contornato dai raggi di sole, diviene il simbolo dell’onnipotenza di Dio.
PELLICANO
L’immagine del pellicano che si lacera il petto con il becco per nutrire con il proprio sangue i suoi piccoli, che deriva da una credenza medievale secondo la quale si riteneva che questo uccello si ferisse il petto per dare sangue ai proprio figli, viene ripresa come metafora del sacrificio di Cristo sulla croce per la salvezza dell'umanità.
PESCE
Il pesce è il più antico simbolo usato dai cristiani per indicare Cristo.
In greco ΙΧΘΥΣ- Ichthys (che significa pesce), è un acronimo dell’espressione: “Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore” (Gesù='Ιησοῦς (Iesoùs)- Cristo= Χρῆστος (Christòs)- Figlio= Υιός(Hyiòs)- di Dio= Θεoῦ (Theou) –Salvatore= Σωτήρ (Sotér).
PIANTE
La pianta è l’ornamento simbolico dei luoghi di preghiera e di dolore.
ALLORO
Secondo Ovidio (Metamorfosi) attraverso la metamorfosi di Dafne, l’alloro diventa l’arbusto sacro al dio Apollo e simbolo della gloria e del trionfo.
Le foglie d’alloro, per la loro natura sempreverde, sono legate al concetto di immortalità e per questo diventate il simbolo della vita eterna, in modo specifico della nuova vita dopo l’avvento del Redentore.
CIPRESSO
Secondo Ovidio (Metamorfosi) un ragazzo di nome Ciparisso, dopo che inavvertitamente aveva ucciso con la propria freccia il cervo con il quale viveva, e aver fatto voto agli dei di piangere per sempre, fu trasformato da Apollo in albero, che da quel momento si chiamò cipresso).
Per questa ragione il cipresso viene piantato presso le tombe e diviene il simbolo del lutto, del dolore inconsolabile e consacrato alle divinità infernali.
Il cipresso, essendo sempreverde e avendo un apparato radicale che si espande verso il basso, è sempre stato considerato particolarmente adatto ai cimiteri.
EDERA
Nel mondo antico l’edera, usata anche in oriente, è la pianta che circonda il bastone di Dioniso, e simboleggia la fedeltà e la vita eterna.
In età cristiana questa pianta sempreverde diventa simbolo dell’immortalità dell’anima dopo la morte del corpo e della resurrezione.
PALMA
Già nell’antichità la palma era il simbolo della luce e della vittoria, tanto da essere portata nei trionfi dai romani come simbolo di conquista militare.
Nel mondo cristiano la palma diventa il simbolo del trionfo della fede di Cristo sulla morte.
La palma, simbolo della Pasqua e dell’entrata di Gesù a Gerusalemme, diventa l’attributo dei santi martiri.
PIOPPO
Ade, dio degli inferi, per tenere accanto e sé Leuce, che era una mortale, la trasforma in un pioppo e la pone all’ingresso degli inferi; il pioppo, per questo motivo appare generalmente legato all’aldilà, al dolore, al sacrificio e alle lacrime.
Questo albero funerario rappresenta le forze regressive della natura: il ricordo più che la speranza, il tempo passato più che l’avvenire.
QUERCIA
Albero molto longevo, simbolo di solidità. In latino veniva chiamato “robur”, che significa forza. In ambito cimiteriale la quercia è dunque il simbolo della forza, mentre le sue foglie e i suoi rami intrecciati a formare delle corone, sono l’emblema del potere e della profondità spirituale.
TASSO
Albero sempreverde, dalle foglie strette e piatte color verde scuro e dalle bacche rosse.
È una pianta velenosa, e forse per questo accostata alla morte.
ULIVO
Nel mondo pagano era associato a Minerva, dea della saggezza e delle arti.
Di seguito diventa simbolo per eccellenza di pace e concordia, di unione tra Dio e gli uomini.
PORTA
È il simbolo del passaggio tra due mondi, quello terreno e quello celeste, tra ciò che si conosce e l’ignoto. Rappresenta il varco che ci dà facoltà di entrare e uscire da un posto all’altro.
SARCOFAGO
Deriva dal greco σαρκοφάγος (che mangia, consuma la carne) in origine riferito a una pietra calcarea cui si attribuiva la proprietà di consumare rapidamente i cadaveri. Il termine indica le urne sepolcrali in pietra, legno, terracotta o metallo, per lo più monumentali, ornate di bassorilievi o altorilievi.
SERPENTE
In ambito funerario di età cristiana il serpente è la personificazione del peccato essendo legato alla scena biblica della tentazione di Eva.
SFERA ALATA
La sfera, simbolo della perfezione e dell’eternità perché non ha inizio né fine, rappresenta la transitorietà e fugacità del tempo.
SQUADRA
Strumento usato in architettura per misurare gli angoli retti, quindi simbolo di rettitudine e di giustizia; simbolo usato per identificare un architetto o un affiliato alla massoneria.
STELLA DI DAVID
Stella a sei punte formate da due triangoli sovrapposti, che prenderebbe forma dai simboli alchemici dei quattro elementi (ignis/aqua/aer/terra).
Il Re Salomone, figlio di David e Betsabea, se ne servì fino alla morte per scacciare i demoni, è per questo motivo che venne anche chiamato Sigillo di Salomone o Scudo di Davide.
TESCHIO
Simbolo di morte che non compare nell’antichità, ma solo a partire dal Medioevo.
Era un simbolo che permetteva di meditare sulla morte e sulla transitorietà della vita terrena.
Quando è raffigurato ai piedi della croce, allude ad Adamo ed è il simbolo della redenzione.
URNA CINERARIA
Grande vaso ereditato dalla tradizione greca, dal corpo tondeggiante e dal collo corto e largo.
Serve a contenere le ceneri dei defunti una volta cremati.
Se raffigurata coperta da un drappo, simboleggia il lutto.
UROBORO
Il serpente che si morde la coda formando un cerchio, simbolo dell’eternità del cosmo, dell’eterno ritorno, della morte e della successiva rinascita.
