Tomba di Umberto Saba
"Pianse e capì per tutti": così si legge sulla grande lapide in pietra carsica, fiorita di ramificazioni arborescenti, sotto alla quale riposano Saba e la moglie Lina e la figlia Linuccia (solo a un poeta poteva toccare un’iscrizione funebre a polisindeto), la quale ultima ha preferito questo verso di Tre poesie alla musa a quelli dell’Epigrafe che lo stesso Saba aveva tracciato per sé, potenti ma intrisi di polemica: "Parlavo vivo a un popolo di morti. Morto alloro rifiuto e chiedo oblio".
Riccardo Cepach
Autore: non identificato
Data: 1962
Posizione: campo I, fila 23, classe III, n. 7988
Bibliografia: I cimiteri di Trieste 2006, pp. 24-25; BELLOCCHI 2023, p. 64.
