Tomba Belli Giotti
Molta della lirica di Giotti, fin dalla celebre poesia del 1914 I veci che ‘speta la morte, riguarda l’ora del trapasso.
Ci piace tuttavia ricordarlo con un frammento delicatamente ironico dei suoi Appunti inutili, che compendia la sua disperazione alla notizia della scomparsa dei figli in Russia con la routine burocratica della sua vita: "Ho sognato che ero morto. […] E morto com’ero […] mi facevano firmare delle carte in non so quale ufficio".
Riccardo Cepach
Autore: non identificato
Data: 1957-1959
Posizione: campo I, fila 23, classe III, n. 7975
Bibliografia: I cimiteri di Trieste 2006, p. 27.
