Tomba Girardelli
Luca Geroni
Il sepolcro rientra pienamente nella cultura eclettica che unisce elementi stilistici egizi con figure ancora legate a un certo classicismo e a esempi di scultura manierista.
Il centro compositivo è costituito da un portale, sormontato da un cobra, da cui sta uscendo una figura femminile recante un cartiglio, raffigurante il dolore dei superstiti (MILIEGI 1886). L’attenzione della donna viene catturata dalla personificazione del Tempo, un anziano alato che regge una clessidra. La scena nel suo insieme è dominata da una certa impostazione scenografica di sapore teatrale.
Carlo Girardelli (1821-1891) commissiona quest’opera a Donato Barcaglia, scultore pavesino che si fa notare all’esposizione triestina di belle arti del 1877, in tale occasione il Museo Revoltella acquista Donna che trattiene il tempo, opera premiata all’Esposizione universale di Filadelfia del 1876.
È plausibile pensare che, all’epoca, sia uno degli scultori più richiesti, soprattutto per la realizzazione di monumenti funebri.
Già la famiglia Brucker Holzknecht nel 1877 ricorre all’artista lombardo e lo stesso farà la famiglia Scrinzi Marenzi nel 1888.
La lampada eterna di bronzo viene realizzata, sempre su progetto di Barcaglia, nella fonderia milanese Baricozzi e Barzaghi, una delle più importanti dell’epoca e attiva dal 1868.
In quell’anno, i fratelli Baricozzi acquisiscono la fonderia napoleonica, specializzandosi in campane, contestualmente nasce anche una collaborazione con lo scultore Francesco Barzaghi per la realizzazione di opere come la statua equestre di Vittorio Emanuele II (1896) in piazza duomo a Milano.
Autore: Donato Barcaglia (Pavia 1849-Roma 1930)
Data: 1883
Posizione: campo X, arcate, classe I, n. 29
Bibliografia
BELLOCCHI 2001, pp. 29-30 (con bibliografia); I cimiteri di Trieste 2006, p. 18; BELLOCCHI 2016, pp. 28-29; Id. 2023, pp. 23-24, 34.
