Tomba Scrinzi Marenzi
Luca Geroni
Un anno dopo la morte del Giovanni Battista de Scrinzi, l’arcata viene definita da Miliegi ancora “deserta”, ma l’autore anticipa
“che fra non molto sarà adorna d’un monumento degno dell’illustre estinto” (MILIEGI 1886, p. 47).
La tomba, caratterizzata nella parte inferiore da un elaborato sarcofago di gusto rinascimentale, presenta con una fanciulla raffigurante l’anima, che emerge dall’arca scoperchiata, un decisivo slancio verso l’alto dal punto di vista compositivo.
Il drappeggio della giovane donna rivela un intenso gioco chiaroscurale che lascia già presagire certe soluzioni bistolfiane. Come già rilevato da Bellocchi, la fanciulla è simile a un’altra scolpita da Barcaglia per la tomba Cristina Maestri al Monumentale di Milano.
Il barone Giovanni Battista de Scrinzi, cavaliere di Montecroce (1805-1885), che riposa nella sepoltura, è un grande amico di Pasquale Revoltella e del benefattore triestino egli stila il testamento. Di professione avvocato ottiene numerosi incarichi, è infatti componente del Consiglio decennale, consigliere comunale, deputato a Vienna, membro a vita della Camera dei Signori e promotore della Scuola Superiore di Commercio, la futura facoltà di Economia e Commercio. Importante anche il suo ruolo nel mondo dell’arte, diviene il primo presidente del curatorio del Museo Revoltella e sotto di lui vengono acquistate La vergognosa, nel 1873, e Donna che trattiene il tempo, nel 1877, di Barcaglia.
Quasi certamente quindi la scelta dello scultore pavesino per la realizzazione della tomba di famiglia non è casuale.
Autore: Donato Barcaglia (Pavia 1849-Roma 1930)
Data: 1888
Posizione: campo IX, arcate, classe I, n. 58
Bibliografia
Il Monumento 1888; Un monumento 1888; BELLOCCHI 2001, p. 41; Id. 2016, p. 37; Id. 2023, pp. 24, nota 5, p. 41.
