Tomba Mascherini
Claudia Crosera
Su un alto basamento di pietra, in cui è inciso in lettere capitali il cognome della famiglia Mascherini, si erge l’imponente scultura bronzea di San Francesco, firmata alla base M. Mascherini e con il monogramma “M”. Come ricorda Cesare Sofianopulo nel 1964 il santo è “mirabilmente composto”, con “le braccia allargate, le belle mani con le stimmate sollevate verso il cielo, quasi a voler abbracciare tutte le creature di Dio”.
Di questo bronzo esistono più versioni, ad Anversa, Ferrara e Gemona e un bozzetto preparatorio, di ubicazione ignota.
Esposta per la prima volta a Trieste nel 1956, quest’opera valse allo scultore la medaglia d’oro alla IV Biennale d’arte sacra di Novara nel 1959.
La figura, affusolata e quasi astratta, tipica dei tratti stilizzati degli anni ’50, viene scelta per la tomba di famiglia, eretta in memoria della moglie e modella Nera Micheli, morta nel 1962.
Il monumento funerario, così come lo si vede ora, è il frutto della collaborazione tra l’architetto Aldo Cervi e lo scultore Mascherini, come testimonia il Progetto, per la costruzione di un monumento funerario da erigersi sulla tomba di seconda classe, n. 196 – campo XVI – Cimitero S. Anna, intestata a nome del professor Marcello Mascherini, datato 1965, conservato nell’archivio generale del Comune di Trieste, firmato congiuntamente dai due artisti.
É lo stesso Mascherini a spiegare il significato più profondo del suo San Francesco: “è molto strano, ma nei lunghi giorni di inattività ritornai a pensare alla religione e compresi che molte delle sue verità umane e semplici sono indispensabili per vivere e per creare. La figura che mi ridonò la fede fu San Francesco [...]. Nella sua umile e profondissima Laude, San Francesco ha creato Iddio per la seconda volta”.
Autore: Marcello Mascherini (Udine 1906-Padova 1983) – Aldo Cervi (Trieste 1901-1972)
Data: 1965
Posizione: campo XVI, classe II, n. 196.
Bibliografia
SOFIANOPULO 1964; PANZETTA 1998, pp. 28-29, 65, 125, 255;
La personalità 1988, p. 67; BELLOCCHI 2001, pp. 79-80;Id. 2005, pp. 166-167; I cimiteri di Trieste 2003, pp. 67, 71; DE GRASSI 2006, pp. 169, 183 (con bibliografia); BELLOCCHI 2016, p. 71.
