Tomba Scabar

Francesca Avignone
Gianni Marin, Tomba Scabar, 1905

Su un alto basamento siede un Angelo della Resurrezione, colto in un momento di profonda riflessione: le gambe accavallate, il mento poggiato sul pugno destro, la mano sinistra che sorregge una fiaccola. L’espressione dell’angelo è pensosa e altera, il suo sguardo sembra lontano, immerso in pensieri imperscrutabili. Le ali sono molto imponenti, misurano ben due metri in ampiezza e sono state scolpite con grande precisione.
Il basamento è composto da più corpi: la parte inferiore è decorata con iris a rilievo e presenta tre lastre in bronzo: nella faccia anteriore sono ritratti Antonia e Antonio Scabar, mentre in quella laterale destra vi è l’effigie di Giovanni Scabar.
Davanti al basamento, a terra, è collocata una lapide su cui è stata posizionata una corona d’alloro in bronzo.
Nella parte anteriore, sulla sinistra, si trova un vaso bronzeo in cui compaiono a rilievo delle figure femminili.
Giovanni Marin, nell’ideare la posa pensosa dell’angelo dallo sguardo lontano rivolto verso il basso, aveva in mente la famosa scultura di Auguste Rodin, Il Pensatore, opera destinata a rivoluzionare la scultura del Novecento per la precisione della resa anatomica del corpo, la potenza e la matericità della forma, la figura dinamica e la posa fluida, quasi serpentinata (FERGONZI 1988). La sua filosofia del non-finito influenza largamente l’interpretazione della scultura e il suo rapporto con la materia, poiché è la tecnica ritenuta più adatta a rappresentare la condizione umana di incessante partecipazione alla vita universale.

Autore: Giovanni Marin (Trieste 1875-in viaggio 1926)
Data: 1905
Posizione: campo XIII, classe III, n. 2125.

Bibliografia
SALVADOR 2003, p. 134, cat. II, 46 (con bibliografia); I cimiteri di Trieste 2006, p. 61; BELLOCCHI 2023, pp. 66-67.

scabar

Posizione tomba